mercoledì 2 agosto 2017

Ciotole d'acqua




I miei primi 40... gradi. Ecco come è la lunga estate calda datata 2017. La memoria della pelle ansima e soffoca, e - ricoperta com'è dal lucore del sudore - non ha la lucidità di andare troppo oltre nel passato; tuttavia, uno stordimento così, negli anni passati, non ricordi di averlo mai provato. Ma può darsi che ti sbagli. Dovresti cercare le statistiche meteo, le serie storiche. Come questa, che - complice l'animazione - sembra il fornello della cucina con la fiamma che pian piano viene alzata... e nel pentolino sopra, a bollire, ci siamo noi. (L'animazione è del metereologo Antti Lipponen, ricercatore in Finlandia. A te, per assurdo, ha fatto venire i brividi. Sì, ma di paura).






Qualcuno, come accade in inverno per il cibo, ha pensato all'acqua per gli animali che vivono in condizione selvatica.

"Mettiamo contenitori con l'acqua ovunque. Terrazzi condominiali, balconi, giardini privati, per strada a bordo marciapiede.

OVUNQUE. Per gli uccellini, i topicchi,  i piccioni e tutti gli altri animali selvatici! "







Queste, sono alcune delle ciotole che hai messo tu, in risposta all'appello,  cercando di variare posti e posizioni, nel pur piccolo giadino che ti ritrovi fuori casa. 

E dopo che le hai messe, ti sei fermato a riprender fiato (le hai posate, giustamente, durante le ore della canicola, periodo che inizia il 24 luglio e termina il 26 agosto - più o meno). E mentre riprendevi fiato, riprendevi pure, con fatica, a pensare.
A pensare di come l'appello a mettere acqua a disposizione ti avesse, in qualche modo, commosso. Un appello che nella sua brevità scarna, nella sua elencazione di posti prima e poi di animali, risuona di urgenza. Perché questa urgenza? Se nelle città grandi o medie, a quanto pare, ci sono ordinanze che vietano o multano questa pratica, oppure che vietano di bagnarsi nelle fontane, oppure che vanno a chiudere queste fontane, che finora hanno fatto scorrere acqua libera, come se fossero sorgenti artificiali - un grande sollievo per animali che vivono in città, tra le case ma di certo non amati dagli umani; un gran sollievo anche per molti umani, che affrontano asfalti e marciapiedi sotto il sole a martello. Che siano nasoni, o torelli o chissà che altro nome da personaggio favoloso. Se accade questo - o potrebbe accadere, o si racconta-si teme-si prevede  che possa accadere, che stia per accadere, che accadrà di sicuro, che sta già accadendo - allora l'appello all'acqua è non solo tutto individuale, ma si aggrappa a una specie di solidarietà basilare, si ribella per prima cosa alla paura della possibilità di non avere l'acqua. Paura a cui si reagisce prima raccontando(si) la assenza dell'acqua e poi cercando soluzioni per poterla avere - per poterne avere così tanta che sia sufficiente per condividerla.
Ci si ribella allo spettro della sofferenza della sete, e della morte per siccità. L'umano - che si è voluto separare dagli altri animali e dai luoghi di vita condivisa, che si è rinchiuso nelle super-città - ritorna a sentire il fluire dell'acqua, sente, intuisce, percepisce che la necessità di acqua e la esigenza di vita è ciò che condivide - come prima cosa -  con gli altri viventi. Gli succede - ci succede - come a quelle persone che sono convinte di essere seguite da chi era insieme a loro fino a poco prima, ma poi si voltano e non vedono più nessuno. 
Gli altranimali - che siano selvatici, che siano sinantropi - spariti dall'orizzonte della consapevolezza umana, si riaffacciano all'orizzonte seguendo la strada dell'empatia, della idea che sia giusto condividere, anzi restituire, ciò di cui ci siamo appropriati - in modi così radicali e invasivi.
Il gesto è semplice, ma idealmente significa un salto amplissimo, il varcare di una soglia che era sempre stata lì - solo che noi l'avevamo nascosta dietro ostacoli, barriere, confini, muri. 
La goccia buca la roccia, è vero davvero: la piccola acqua - per la quale impieghiamo alcuni minuti al giorno, oltre a piccoli recipienti - renderà più aperti e accoglienti i nostri spazi, tornerà a renderli permeabili - in tutti i sensi - al via vai dei sentieri e dei percorsi delle altre vite di individui altranimali.
Farà breccia nel guscio antroposferico, che ha reso ostili e inospitali tutti gli ambienti per gli altri animali. Sarà - potrà essere - un piccolissimo gesto di liberazione animale. La liberazione dall'angoscia della sete, dalla debolezza del bisogno fisico. E per noi umani, una piccola liberazione dalla cella di isolamento nella quale ci siamo auto-reclusi. Se riceveremo visite di altri animali - anche solo sotto forma di tracce differite - avremo toccato con mano la possibilità di nuove possibilità di mondi condivisi.

Intanto, però, ricordati, ricordatevi, di cambiarla ogni giorno, l'acqua!

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